| Ibiza
è l’unico, ripeto l’unico posto al mondo in cui una
persona sana di mente possa pensare di andare ad abitare anziché
la Sardegna. La sintassi non era delle migliori ma volevo dire questo:
di abitare su un’isola deserta, diciamolo sinceramente, ma che due
palle! Già siamo deserti noi, anche hai voglia a dire che nessun’uomo
è un isola, io mi sono sentito Pantelleria in più di un’occasione,
cioè molto fuori dal mondo inteso come lista d’attesa, Toqueville
Hollywood Corso Come, inteso come cintura A-Style da 50 euro ma identica
a quella dell’esercito con su un logo, e mi sono fermato a 50 euro,
potrei parlare di Panerai da 15.00 euro che secondo me certi li comprano
solo perché gli ricordano Panarea. Fuori dal mondo che conta, sì,
ma fino a finchè hanno dita, poi tirano una delle carte di credito
e te la sbattono sotto il naso come se ce l’avessero solo loro.
Perfetta, mai sgualcita, ma come fanno? La mia, singolare femminile, è
tutta righe e non per il motivo che pensate voi, perché io quando
la uso, oltre a non comprarci occhiali da 300 euro così grandi
che uno fa prima ad ammettere di sentirsi brutto, la tiro fuori e la rimetto
dal nel portafoglio, non nell’ostensorio, io le cose le uso perdio,
ma come è possibile che ci sia gente che ha sempre il portafoglio
in ordine, qual è il loro segreto? Ma non strappano mai con le
dita un articolo sui lemuri del sudamerica e se lo dimenticano tra il
biglietto da visita di un falegname e un free-drink a cui sei sopravvissuto
la sera prima? Otto ore lavorano, otto lavorano, sette fanno il resto
e una mettono in ordine il portafoglio? Cosa c’entra con le isole
e i deserti dite voi? C’entra. Con l’ultramondo, perché
nell’ultramondo tutto c’entra con tutto e tutti sono i benvenuti,
il falegname con la sega, il Panerai con Rapanui, picio pacio con miciomao.
Mi seguite? Complimenti. Comunque dicevo, Ibiza. In quanto isola, in quanto
a due passi da Formentera, in quanto ultra, ma ultrissima-mondo. Può
piacere e non piacere, ma è unica. E’ anche brutta a tratti,
vedi schiere di case tipo quelle delle vignette di Mordillo, dove schiere
di vacanzieri da una settimana tornano solo a fare una doccia e per il
resto sudano in una delle 398 discoteche aperte dalle 4 del pomeriggio
fino alle 25 di sei pomeriggi dopo, cioè sempre. Quelli che quando
l’aereo atterra applaudono come se il pilota fosse un genio perché
non è finito in mare, per intenderci. Ma a parte loro, che voglio
dire non è facile essere tamarri anche a Ibiza, onore al merito,
a parte i lemuri del sudamerica la morale è che SI! Ibiza, con
il suo aeroporto formato Playmobil, con i tassisti che fanno gli stessi
8 chilometri avanti indietro da 45 anni e non si incazzano neanche quando
gli parli spagnolo male, per far capire che tu aficionado, Ibiza o meglio
Eivissa, che sa già di beverone plurialcolico, Ibiza con le sue
spiagge cristalline, per via del fatto che quelli che ci vanno dopo 19
ore di Space gli si crepa il cristallino appena si tolgono gli occhiali.
Voglio andare a vivere a Ibiza, aprire una collirioteca, tutta mia, guadagnare
un sacco di droga (ops…) avere un portafoglio orrendo, che quando
lo apri fa STRAAAAAAAP e dentro una singola carta di credito rigata, ma
felice, e cartine, tante cartine, ce l’hai quando te la chiedono,
e una cintura comprata dall’hippy, anche lei brutta ma brutta, così
brutta che tra due anni farà tendenza anche a Cesano Boscone. A
Ibiza la vera tendenza è più o meno andare vaffanculo, è
questo il suo bello. Dove vai? Affanculo. Uh, che bello posso venirci
anch’io? A Ibiza passeggiare per le bancarelle e non comprare niente
da quasi più soddisfazione che passeggiare in Corso Como e sentirsi
fuori da mondo. Con la differenza che sei hai scelto la Sardegna, intesa
come Barbagia, o Ibiza intesa come nessun uomo è una sola, fuori
dal mondo ci sei davvero. Da dove scrivo tutto questo? Da Milano, capite
ora? |