![]() |
||
| Bruno Tognolini SALTO NELL'ULTRAMONDO | ||
-
Allora, dunque. Vi parlerò dell'Ultramondo. - Uau! - strillò il Ce, stringendo un pugno in aria. Ed Ermes, senza scomporsi, continuò. - Per prima cosa dovete sapere questo: dietro quello che voi chiamate sipario invisibile non ci sono soltanto i vostri sogni personali, quelli che fate voi, ognuno il suo. C'è un mondo intero immenso, più grande di tutto il mondo più lo spazio. Questo mondo lo hanno chiamato con tantissimi nomi diversi: immaginario o fantasia, o Fantàsia, Paese delle Meraviglie, Mondo dei Sogni, Altro Mondo, Iperuranio, e almeno cento altri. Volete sapere come lo chiamo io? Io lo chiamo "Ultramondo". E i cinque ripetono e approvano: "Ultra-mondo". - Sì, Ultramondo. Allora: voi sapete che il mondo reale, il mondo di tutti i giorni, quello al di qua del sipario, è fatto di tanti posti diversi, ma comunicanti uno con l'altro. Perché voi state ognuno a casa sua, ma poi uscite e andate a casa di un amico, o dalla zia a Bologna, o se volete anche in Alaska. Chiaro? - Sì. - Bene. Nell'Ultramondo è la stessa cosa precisa. In genere ognuno di voi fa la sua fantasia personale dietro il suo sipario personale, come se ognuno stesse a casa sua, no? Come quelle che avete scritto a scuola: uno immagina un'isola deserta, un altro una battaglia stellare, un altro un amico che non c'è. Però attenzione, adesso viene il bello: tutti questi mondi immaginari, dietro il sipario, sono comunicanti tra di loro. Ci sono passaggi. - Eeeehhh? - Sì, come le vostre case, che non sono chiuse sbarrate, no? Né più e né meno. Così, con un po' di esercizio, si riesce a passare da un sogno all'altro, ad andare nel sogno di un altro, proprio come si va a casa di un altro, o in un'altra città. Bene: l'Ultramondo è l'insieme di tutti i sogni personali. Se i vostri sogni personali son le case, l'Ultramondo è la città. E' chiaro? - Sì! - dice il Dos con gli occhi brillanti. - No! - dice il Ce con gli occhi adirati, e gli altri tre si attestano sul così-così. - Dài, andiamo avanti, - taglia corto Andrea Dos col pepe dietro, - semmai dopo vi spiego tutto io. - Ah be', siamo a posto! - ironizza Martino, ma poi tutti si volgono a Ermes, aspettando che continui. E lui tranquillo: - Ecco. Ora veniamo a noi. Angelo è rimasto prigioniero dietro il suo sipario, nel suo sogno. Se volete trovarlo, dovete andare nell'Ultramondo. - Perché nell'Ultramondo? Nel suo sogno, semmai! - obietta Ale Magna sgomenta. - No, ecco il punto! - interviene il Dos trionfante, ma poi confuso farfuglia: - Ah, scusa Ermes... - Perché scusa? Su dài, coraggio, vai avanti tu! - Ecco, se posso... Cioè, io dico questo: l'Ultramondo è il mondo di tutti i sogni, è chiaro no? Allora perché dobbiamo andare nell'Ultramondo? Perché se ognuno va solo nel suo solito sogno, dietro il suo solito sipario, non andrà mai nel sogno di Angelo, e quindi non lo troverà: capito? Cioè, aspettate: è come se voi sapeste che Angelo è prigioniero in qualche casa nella città là fuori, e lo cercaste a casa vostra. Dovete prima uscire da casa vostra, andare nella città, e lì cercare la casa dove lui è prigioniero! Chiaro? |
Il
Comandante lo guarda sbigottito, fa l'asino, gli tocca la fronte. - O, Dos, cos'è, ti senti poco bene? - Perché? - Perché sei stato chiarissimo. Ohi: ti ho capito anch'io! Tre risate allora rompono il velo di nervi che era teso su tutta la discussione dall'inizio, ed Ermes guarda i ragazzi con gli occhi che approvano, e aspetta. E' Alessia che rompe l'indugio, e fa la domanda che tutti stanno pensando. - Ermes, ma come si va nell'Ultramondo? - Allora, seguitemi bene, si fa così: andate nel vostro solito sogno, dietro il vostro sipario. Ma quando siete lì non fate ciò che fate sempre, guerre o giochi o discorsi con amici inventati. Voi camminate, cominciate ad esplorare, facendo giri sempre più larghi, più larghi, più larghi... E prima o poi arrivate ai confini del vostro sogno. Bene: da lì, si sbuca nell'Ultramondo. - Brrrr! - fa Francesca, un po' per scherzo e un po' no. - E dopo? - chiede il Ce, - Voglio dire, quando siamo in quest'Ultramondo, che si fa? - Cercate il sogno di Angelo. - Ma se come dicevi prima è così immenso, - chiede Martino, e gli altri approvano con le teste, - come facciamo a non perderci? - Infatti: dovete stare un po' attenti. Anche in questo, vedete, è proprio come il mondo di qua. Anche qua si può andare dove si vuole, ma i vostri genitori vi dicono di stare attenti, di non allontanarvi troppo eccetera, no? Ecco, nell'Ultramondo è lo stesso. Se vi allontanate troppo c'è il rischio che non trovate più la strada per tornare, ed allora state lì anche voi a tenere compagnia ad Angelo, e bisogna andarvi a ripescare tutti quanti. Dunque state un po' attenti, non allontanatevi troppo, e soprattutto tenetevi sempre in contatto in qualche modo con il mondo di qui, con la base. Capito tutto? - No, aspetta! - grida Francesca, - Come facciamo a tenerci in contatto? - Ma allora è pericoloso? - grida Alessia. - Ma tu non ci aiuti più? - grida Martino. - Calma, calma! Vi aiuto! Come ha detto bene il Dos, io sono un vecchio lupo di quel posto... - Un viaggiatore stellare! - insiste il Ce, ma Ermes lo corregge. - Diciamo un contrabbandiere... Quel sipario è una specie di frontiera tra due mondi, abbastanza blindata. Ma per fortuna ci sono i contrabbandieri, che vanno e vengono, e scambiano le merci, e non pagano dazio a certa gente che è convinta di avere il monopolio... - Cosa vuol dire? Ci aiuti o non ci aiuti? - incalza preoccupato Martino. - Giusto, avete ragione, sto divagando. Allora diciamo che ci farò un giretto anch'io, magari domani a quest'ora, per vedere come vanno le cose. E può anche darsi che ci si incontri là. Va bene? - No, - disse il Dos, - domani è sabato, possiamo vederci prima. - Alle cinque? - Alle quattro. - D'accordo allora. - concluse Ermes, - Dalle quattro sarò lì. Mi raccomando, in gamba: cercate Angelo, state un po' attenti, e non vi preoccupate. Lui ha bisogno di voi. E forse solo voi potete riportarlo a casa. Io per adesso non posso fare altro, adesso tocca a voi. Dunque... buon viaggio! |
|