| ultramondo.org | 5 terre | alagna valsesia | bodio lomnago | bormio | champolouc | formentera | gressoney | ibiza | katrina | livigno | madrid | milano | ||
![]() |
||
|
Liguria
| 5 terre | San Bernardino | Teleferica | 26 Agosto 2006 |
||
La
teleferica. L’ovovia. Il filobus. Ma anche il gatto delle nevi,
se è per quello. Non in quanto mezzi di trasporto. In quanto
parole belle. La “teleferica”, ah… che odore di cose
vecchie, che piene di grasso per farle funzionare, che parole difficili
da imparare ba bambino e non dimenticare più. Come si chiama
il nuovo ultramoderno mezzo di trasporto, progettato con il contributo
della Nasa, si dài quel coso a due ruote che hanno lanciato come
l’invenzione del nuovo millennio… Dicono che un giorno gireremo
tutti con quello. Per ora io lho visto solo sotto le chiappe di un nuovo
yuppie milanese, è stato davanti a un bancomat non è neanche
dovuto scendere dal SEGWAY per infilare la tessera, Segway ecco come
si chiama. Buona fortuna al (lo?) Segway, chissà se tra cent’anni
sarà sotto le chiappe anche della signora Gina all’ Esselunga.
La teleferica non l’ha inventata la Nasa. L’ha inventata
così poco la Nasa che io da piccolo ne avevo fatta una con il
mio dirimpettaio (a proposito di parole belle), era fatta con un filo
doppio che facevamo girare intorno al pirolino (grazie pirolino per
esserci sempre quando non viene la parola), il pirolino con cui si chiude
la finestra, e su questa teleferica ci attaccavamo un cestino e ci si
passavano i nostri segreti. Quali non lo dico se non che segreti sarebbero. |
Insomma
la teleferica come l’ovovia sono sempre lì, in montagna,
ad aspettarci. Non tradiscono mai. Qualcuno ha cercato di rimpiazzarle
con gli “impianti di risalita” che possono andare da cose
identiche alle teleferiche ma con un decimo del fascino, ad enormi cabine
che possono stipare mandrie intere di sciatori high-tech. Niente da
dire, è il progresso, quando si tratta di andare a sciare fare
un minuto di fila è indubbiamente meglio che farne mezz’ora.
Ma provate, una volta, da bambini, quindi da adesso in poi, a salire
su una di queste teleferiche, magari in estate quando non c’è
la neve ad attutire la sensazione di essere in alto, provate a sedervi
in quei cestini di metallo, con una persona di cui amate il silenzi,
provate a dimenticare che siete su un impianto di risalita e invece
pensate di essere un segreto dentro un cestino, che qualcuno sta mandando
all’altro balcone, guardate la strada sotto e noterete che non
ci sono né macchine parcheggiate né sciatori fosforescenti,
ma solo i vostri piedi, e ogni tanto un pilone, uguale a quello di prima,
piloni teoricamente infiniti, finchè arriva l’ultimo. E
se avete la fortuna che una signora cicciona chieda di fermarla per
salire, potreste anche trovarvi sospesi, per mezzo minuto, ad ascoltare
quel burlone del vento. |
|